SANITA’ e MALATTIA

Indennizzo legge 210/92

Nel 1992 il legislatore italiano ha istituito un indennizzo in favore di tutti quei cittadini che sono stati contagiati dai virus dell’epatite e dell’HIV attraverso vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni di sangue e somministrazione di emoderivati. L’indennizzo fu istituito al fine di riconoscere ai soggetti danneggiati in modo irreversibile, un equo indennizzo, ispirato al principio della solidarietà sociale, sotto forma di pensione vitalizia a carica dello Stato.

I beneficiari sono:

  1. le persone che hanno riportato lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psicofisica a seguito di:
  • vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana;
  • vaccinazioni non obbligatorie assunte per motivi di lavoro o per incarico del loro ufficio o per potere accedere ad uno stato estero;
  • vaccinazioni anche non obbligatorie assunte in quanto soggetti a rischio operanti nelle strutture sanitarie ospedaliere;
  • vaccinazioni antipoliomielitica non obbligatoria nel periodo di vigenza della legge 30 luglio 1959, n. 695;
  • vaccinazioni antiepatite B, a partire dal 1983.
 

2. Le persone non vaccinate che hanno riportato, a seguito ed in conseguenza di contatto con persona vaccinata, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psicofisica;

3. le persone contagiate da virus HIV o da epatiti con danni irreversibili a seguito di somministrazione di sangue, e suoi derivati sia periodica (emofilici, talassemici) che occasionale (interventi chirurgici, emodialisi);

4. il personale sanitario di ogni ordine e grado che ha contratto l’infezione da HIV durante il servizio, a seguito di contatto diretto con sangue e suoi derivati provenienti da soggetti affetti da infezione da HIV;

5. il personale sanitario che, in occasione del servizio e durante il medesimo, abbia riportato danni permanenti all’integrità psico-fisica conseguenti a infezione contratta a seguito di contatto con sangue e suoi derivati provenienti da soggetti affetti da epatite;

6. le persone che risultano contagiate da HIV e da epatiti virali dal proprio coniuge appartenente ad una delle categorie sopra elencate e per le quali sia già stato riconosciuto il diritto all’indennizzo ai sensi della legge 210/92 nonchè i figli dei medesimi, contagiati durante la gestazione;

7. gli eredi di soggetto deceduto a causa di patologie causate da vaccinazione, trasfusione o somministrazione di emoderivati.

 

 

Indennità economica di malattia

L’indennità di malattia è riconosciuta ai lavoratori quando si verifica un evento morboso che ne determina l’incapacità temporanea al lavoro, inteso come mansione specifica.

L’indennità spetta a:

  • operai del settore industria;
  • operai e impiegati del settore terziario e servizi;
  • lavoratori dell’agricoltura;
  • apprendisti;
  • disoccupati;
  • lavoratori sospesi dal lavoro;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori marittimi.
 
Non spetta (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo) a:
  • collaboratori familiari (COLF e badanti);
  • impiegati dell’industria;
  • quadri (industria e artigianato);
  • dirigenti;
  • portieri;
  • lavoratori autonomi.
 
Il diritto all’indennità di malattia decorre, per la generalità dei lavoratori, dal quarto giorno (i primi tre giorni sono di “carenza” e se previsto dal contratto di lavoro verranno indennizzati a totale carico dell’azienda) e cessa con la scadenza della prognosi (fine malattia). La malattia può essere attestata con uno o più certificati.
Risulta indennizzabile, purchè debitamente certificato, anche l’eventuale periodo di malattia che comporta ricovero in regime ordinario o in regime di day hospital.
 
Per l’erogazione dell’indennità, il lavoratore deve rendersi reperibile al proprio domicilio durante le fasce di reperibilità previste dalla legge, per essere sottoposto ai controlli di verifica dell’effettiva temporanea incapacità lavorativa. 
Le fasce di reperibilità sono, per tutti i giorni riportati nella certificazione di malattia (compresi i sabati, domenica e festivi), dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.
L’assenza alla visita medica di controllo, se non giustificata, comporta l’applicazione di sanzioni con il conseguente mancato indennizzo delle giornate di malattia per:
  • un massimo di 10 giorni di calendario, dall’inizio dell’evento, in caso di prima assenza alla visita di controllo non giustificata;
  • il 50% dell’indennità nel restante periodo di malattia, in caso di seconda assenza alla visita di controllo non giustificata;
  • il totale dell’indennità, dalla data della terza assenza alla visita di controllo non giustificata.
 
Il medico di controllo domiciliare che riscontra l’assenza rilascia un invito in busta chiusa per la successiva visita medica di controllo ambulatoriale. L’eventuale assenza alla visita ambulatoriale può dar luogo all’applicazione delle sanzioni per seconda visita.
 
Durante il periodo di prognosi del certificato, se effettivamente necessario, il lavoratore può cambiare l’indirizzo di reperibilità comunicandolo tempestivamente e con congruo anticipo (oltre che al datore di lavoro) all’INPS con una delle seguenti modalità previste (messaggio 22 gennaio 2013 n. 1290):
  • inviando un’email alla casella medicolegale.nomesede@inps.it;
  • inviando specifica comunicazione al numero di fax indicato dalla struttura territoriale;
  • contattando il Contact center al numero verde 803 164.
 

Compartecipazione alla Spesa Sanitaria e Ticket

Attualmente è possibile avere l’esenzione totale o parziale del pagamento del ticket. Le singole regioni stabiliscono in dettaglio la forma di esenzione e, nel caso di esenzione parziale, la quota che dovrà essere pagata in base a differenti motivi oppure in base all’appartenenza a particolari categorie di cittadini:

  • Esenzioni per donne in gravidanza e in fase preconcezionale: alcune prestazioni diagnostiche e strumentali per tutela della maternità sono esenti dalla partecipazione alla spesa. Le prestazioni sono elencate dal decreto del Ministero della Salute;
  • Esenzione per invalidità: per gli invalidi di guerra, civili, del lavoro, per servizio, sono previste in forma diversa a seconda della percentuale di invalidità o della categoria, forme di esenzione totale o parziale dal pagamento dei ticket farmaceutici o per prestazioni diagnostiche o di laboratorio.



Indennità Antitubercolari

Le prestazioni antitubercolari sono indennità sostitutive ed integrative della retribuzione, erogate dall’INPS a favore del lavoratore dipendente, assicurato contro la tbc e dei suoi familiari a carico, in caso di malattia tubercolare. E’ richiesto, come requisito, un anno di contribuzione (52 settimane) nell’intera vita lavorativa.

Hanno diritto alle prestazioni, oltre agli assicurati e ai loro familiari, anche i pensionati e i titolari di rendita e i loro familiari.

Esistono differenti tipo di indennità:
giornaliera: spetta durante il periodo delle cure ospedaliere o ambulatoriali, quando non si ha diritto all’intera retribuzione;
post-sanatoriale: spetta per due anni e viene erogata alla fine del ricovero o della cura ambulatoriale che abbiano avuto una durata di almeno 60 giorni, anche cumulativi, e si siano conclusi con la stabilizzazione o la guarigione clinica dell’interessato;
assegno di cura e sostentamento: spetta per due anni se la capacità lavorativa, in occupazioni confacenti alle proprie attitudini, si è ridotta a meno della metà per effetto della malattia tubercolare e se non si percepisce una normale retribuzione continuativa a tempo pieno. E’ rinnovabile senza limiti di tempo fino a quando permangono i requisiti amministrativi e sanitari;
assegno natalizio: spetta se l’interessato ha percepito, anche per un solo giorno nel mese di dicembre, l’indennità antitubercolare sanitaria o economica.

La tutela della tubercolosi, per un certo periodo considerata malattia sociale, è più favorevole rispetto a quella della malattia comune.

La tubercolosi, detta malattia specifica per differenziarla dalla malattia comune, è stata caratterizzata all’inizio del ‘900 da un elevato indice di mortalità tale da rendere necessaria l’introduzione obbligatoria dell’assicurazione per il controllo dell’epidemia.

Le principali finalità erano, oltre alla cura degli assicurati mediante senatori ed ospedali dedicati alla patologia, anche la concessione, da parte dell’INPS, di prestazioni economiche nel periodo di cura e in quello successivo differenti e modulate alle diverse fasi della malattia.

Oggi che il fenomeno si è ridimensionato grazie al progresso scientifico che ha migliorato le conoscenze mediche, terapeutiche e prognostiche della tubercolosi, sono rimasti all’INPS l’accertamento della sussistenza del rischio assicurativo e, quando questo si verifichi, l’erogazione delle prestazioni economiche che supportano il reddito dell’assicurato, compromesso dalla malattia stessa.